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Il Progetto San Marco Carbon Footprint San Marco ha realizzato, tramite il Progetto “San Marco CarbonFootprint” co-finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, l’Impronta di Carbonio (Carbon Footprint) del vino Frascati D.O.C. L’unità funzionale prescelta è la bottiglia classica 0,75 litri. Il progetto ha consentito di effettuare l’inventario, la quantificazione, l’analisi e la valutazione di tutte le emissioni di CO2 equivalente riconducibili al prodotto in ciascuna fase del suo ciclo di vita (agricola, aziendale, trasporto, uso e fine-vita) e per ogni singola attività ad esso collegata.

Le fasi di realizzazione del progetto

Il calcolo della Carbon footprint di prodotto (CFP) comprende la quantificazione delle emissioni di gas ad effetto serra (GHG) lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dall’estrazione delle materie prime allo smaltimento finale del prodotto (“dalla culla alla tomba”).

Le metodologie di analisi

L’analisi dell’Impronta di Carbonio per la riduzione delle emissioni nel ciclo di vita del Frascati D.O.C. Cantine San Marco è stata effettuata prendendo, inoltre, in considerazione i seguenti standard e strumenti di riferimento:

– il GHG Protocol: costituisce la base di contabilizzazione più utilizzata a livello internazionale da governi ed aziende, per comprendere, quantificare e gestire le emissioni di gas serra;

– le BS PAS 2050 del 2011: permettono di misurare l’impatto ambientale di attività, prodotti e servizi aziendali e di misurare le emissioni di gas serra per il loro ciclo vitale. Tali riferimenti sono raccolti in documenti emessi, tra gli altri, da British Standard e DEFRA (Department for Environment, Food and Rural Affairs), il dipartimento del governo britannico responsabile delle politiche e della normativa in materia ambientale, alimentare e rurale. British Standard e DEFRA utilizzano, a loro volta, il metodo del Life Cycle Assessment (LCA) stabilito dalle norme ISO 14040 e 14044. La quantificazione e l’analisi della Carbon Footprint è stata effettuata seguendo il nuovo riferimento normativo univoco a livello internazionale: la ISO 14067.2.

L’inventario e il calcolo delle emissioni

L’inventario e il calcolo delle emissioni sono stati effettuati attraverso il ricorso preferenziale a “dati primari”, ottenuti attraverso rilevazioni dirette. I dati sono stati, quindi, organizzati riportandoli all’interno delle varie attività e sotto-attività che compongono le Fasi esplicitamente previste dalla norma ISO 14067.2.

La Fase Agricola riguarda il complesso delle attività riconducibili alla produzione delle uve e contiene anche il trasporto delle stesse dal punto di produzione fino all’Azienda (il sito di produzione delle Cantine San Marco).
La Fase Aziendale include: a) i consumi elettrici per la produzione del vino; b) i consumi di combustibile in Azienda; c) l’utilizzo dei materiali di imballo e il packaging di prodotto; d) ogni altra attività direttamente collegata alla realizzazione del prodotto e svolta all’interno dei confini aziendali.

Il Trasporto include le attività collegate alle forniture dei prodotti in azienda e la distribuzione del prodotto finito – in ambito locale, regionale e all’estero – dal cancello della San Marco fino alle piattaforme distributive, che curano la distribuzione del prodotto in Italia e nei Paesi di esportazione, ovvero ai punti di distribuzione al dettaglio (enoteche e ristoranti locali). Ai fini della Carbon Footprint di prodotto, sono state contabilizzate anche le emissioni di CO2-e collegate allo stoccaggio del prodotto presso i Centri di distribuzione.
L’Uso e il Fine-Vita include la contabilizzazione delle emissioni derivanti: a) dall’utilizzo di elettricità da parte dei consumatori finali per il raffreddamento della bottiglia, essendo indicata per il Frascati D.O.C. una temperatura di consumo compresa tra i 10 e i 12°C; b) dallo smaltimento dell’imballo, del vetro e degli altri materiali di packaging che non destinati al riciclaggio o al riutilizzo.
La Carbon Footprint del Frascati D.O.C.
L’impronta di carbonio misura la quantità di CO2-e emessa per ciascuna unità funzionale, vale a dire per singola bottiglia di vino (0,75 litri) prodotta dalle Cantine San Marco. Utilizzando l’impronta di carbonio è possibile misurare l’impatto che il prodotto (dalla coltivazione delle uve fino alla vendita del prodotto finito, al suo consumo e allo smaltimento delle singole parti che lo compongono) produce sull’ambiente in termini di ammontare di gas serra, misurati in unità di diossido di carbonio. Sulla base dell’Inventario delle Emissioni, le diverse quantità di input ed output sono state moltiplicate per il fattore appropriato e, quindi, sommati all’interno della stessa categoria di appartenenza.
Il risultato è costituito da un insieme di valori di emissione che, sommati, definiscono un unico valore adimensionale (la CO2 equivalente), che quantifica l’impatto ambientale associato al prodotto.
I calcoli ottenuti sono stati verificati “a posteriori” per ciascun elemento di calcolo (quantità, unità, fattori di emissione). Tra le attività agricole, l’uso di fertilizzanti e fitofarmaci (54%) e l’utilizzo delle macchine (31%) sono le attività a maggiore emissione di CO2-e.
Il packaging costituisce la maggiore fonte di emissioni di CO2-e, rappresentando il 33% delle emissioni complessive.
La gran parte delle emissioni (il 29%) è collegata, in particolare, al ciclo di vita del contenitore in vetro (la bottiglia). La distribuzione del prodotto finito produce la gran parte delle emissioni riconducibili ai trasporti: 247,89 t di CO2-e. Le emissioni collegate all’Uso e al Fine-Vita del prodotto a 30,7 t CO2-e. Aggiungendo anche le emissioni derivanti dai rifiuti prodotti nel vigneto per la coltivazione delle uve (contabilizzate nella Fase Agricola), dai rifiuti derivano 40,2 t di CO2-e.

Complessivamente, una bottiglia di vino bianco (0,75 litri) Frascati D.O.C. Cantine San Marco emette (annata 2011): 1,220 Kg di CO2-e

Le misure per la riduzione delle emissioni nel ciclo di vita del Frascati D.O.C.
Risultato: attraverso l’attuazione delle misure individuate, nel primo anno sarà possibile ridurre il 4% delle emissioni totali associate
al prodotto.

Misure per la neutralizzazione delle emissioni residue:
Le emissioni residue potranno essere “neutralizzate” gradualmente, attraverso l’attuazione di un Piano aziendale orientato alla “carbon
neutrality”, attraverso le seguenti possibili azioni:
– Azioni compensative nazionali o internazionali tramite piantumazione.
– Carbon offset operato mediante azioni compensative internazionali e nazionali.
– Azioni compensative nazionali (carbon sink forestali) per le attività non produttive (es.: attività promozionali).

Come

Dal vigneto

– Utilizzo di mezzi e macchine efficienti e a basso consumo.
– Promozione di pratiche eco-sostenibili.

all’azienda
– Recupero delle bottiglie per il ri-uso nel processo produttivo
– Adeguamento della refrigerazione industriale tramite soluzioni efficienti e con sistemi basati su refrigeranti a ridotto impatto ambientale
– Progressivo adeguamento dei materiali da imballaggio e del packaging di prodotto

Interventi di efficientamento energetico e di riduzione delle emissioni nel processo produttivo sino alla distribuzione

– Installazione di una colonnina domestica (compressore) per metano ed adeguamento della flotta aziendale (acquisizione mezzi a metano per la distribuzione in ambito locale e regionale).
– Elaborazione di criteri di selezione dei fornitori e dei trasportatori incaricati della distribuzione del prodotto sulla base del principio di sostenibilità ambientale e dell’impegno dimostrabile per la riduzione delle emissioni.

Danilo Norarnicola

Commercial Director